Bonus Sisma: sino all'85% in detrazione! - Studio Cantori
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Bonus Sisma: sino all’85% in detrazione!

Il 7 Dicembre è stata approvata la Legge di Bilancio 2017 confermando le detrazioni del 50% per le ristrutturazioni e del 65% per la riqualificazione energetica, acquisto di mobili e miglioramento antisismico.

Per quanto riguarda, nello specifico, il recupero fiscale per il miglioramento sismico, gli incentivi variano in base alla zona di pericolosità sismica dove l’immobile ricade.

Le zone sismiche del territorio nazionale sono divise in quattro. Con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003,sulla base non solo della frequenza e della violenza dei terremoti ma anche del cd. PGA, ovvero, il picco di accelerazione al suolo [g], usato per valutare l’ampiezza del moto sismico:

Zona 1 : Sismicità alta. È la zona più pericolosa, dove in passato si sono avuti danni gravissimi a causa di forti terremoti, comprende 708 comuni tra cui quelli dove si sono registrati gli ultimi terremoti più forti (Abruzzo, Friuli, Campania, Calabria, Marche, Lazio) [PGA oltre 0,25g.]

Zona 2: Sismicità media. Nei comuni inseriti in questa zona in passato si sono avuti danni rilevanti a causa di terremoti abbastanza forti,[PGA fra 0,15 e 0,25g];

Zona 3 : Sismicità bassa. I comuni inseriti in questa zona hanno avuto in passato pochi danni. Si possono avere scuotimenti comunque in grado di produrre danni significativi,[PGA fra 0,05 e 0,15g];

Zona 4 : Sismicità molto bassa. È la meno pericolosa. Nei comuni inseriti in questa zona le possibilità di danni sismici sono basse,[PGA inferiore a 0,05g].

Dal 2008 sono entrate in vigore le nuove normative di costruzione le cosiddette NTC ( Norme Tecniche di Costruzione), le stesse devono essere applicate a tutte quegli interventi di nuova costruzione,ampliamento, demolizione e ricostruzione nel rispetto della normativa antisismica.

Secondo gli esperti è possibile prevedere un intervento nelle costruzioni per evitare il collasso con un incidenza del 10% rispetto ad un’eventuale ricostruzione calcolata all’incirca in 4 miliardi di euro.

In quegli edifici dove si è applicata correttamente la normativa  si sono eliminati i crolli e le vittime. Gli Ingegneri Italiani e tutto il reparto di professionisti sono in grado di intervenire anche negli edifici esistenti,cioè intervenendo nei vecchi edifici per  renderli sicuri .

La normativa individua tre categorie di intervento:

1- Interventi di adeguamento, atti a conseguire i livelli di sicurezza previsti dalle norme e volti a ricondurre l’involucro edilizio a prestazioni sismiche pari a un ex novo;

2 – Interventi di miglioramento, atti ad aumentare la sicurezza strutturale esistente, pur senza necessariamente raggiungere i livelli prescritti dalle norme;

3- Riparazioni o interventi locali che interessano elementi isolati, e che comunque comportano un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti.

L’adeguamento antisismico prevede la salvaguardia dell’ incolumità pubblica, cioè garantire che la struttura non collassi sugli occupanti o crolli sui luoghi adiacenti,la sopravvivenza della struttura in modo tale che rimanga in piedi permettendo l’evacuazione in sicurezza, pur facendo successivamente riparazioni senza demolizione e ricostruzione.

Una funzionalità strutturale,cioè le parti strutturali non devono danneggiarsi e l’edificio non deve veder diminuita la sua utilità nei confronti del suo utilizzo primario; questo è il livello più alto di riabilitazione sismica in quanto assicura che ogni intervento di riparazione necessario riguarderà solo aspetti “estetici”, come per esempio la riparazione di crepe minori all’intonaco, ai muri non portanti e agli stucchi.

Il livello più alto è l’integrità della struttura ed è preferibile per strutture di rilevanza storico-­artistica o di alto valore culturale.

Come funzionano le detrazioni per queste tipologie di intervento ?

Il primo livello è la detrazione del 50% si applica agli edifici in zona sismica 1,2 e 3. Questo bonus rispetto alle classiche detrazioni per ristrutturazioni hanno il vantaggio di essere recuperati in 5 anni.

Un livello superiore fino all’85 %, non ancora attuato, prevede il recupero del 70% per il passaggio di una classe di rischio sismico inferiore, fino all’80% il passaggio di due classi inferiori e se l’intervento è su parti condominiali si arriva fino all’85 %.

Si prevede, come per il settore energetico, una mappatura degli edifici tramite lettere dalla A alla F, però, ad oggi, manca il metodo di mappatura, che dovrà essere regolato da un decreto.

Geom Andrea Cantori

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