SENTENZA: UNA SEMPLICE EMAIL E' PROVA DI INCARICO - Studio Cantori
15776
post-template-default,single,single-post,postid-15776,single-format-standard,cookies-not-set,ajax_updown,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode-theme-ver-10.0,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12,vc_responsive

SENTENZA: UNA SEMPLICE EMAIL E’ PROVA DI INCARICO

Cambia tutto, basta una semplice e-mail per aver prova del conferimento dell’incarico al professionista e, pertanto, aver diritto al compenso nei confronti del cliente.

Lo ha stabilito la Suprema Corte con la pronuncia n. 1792 del 24 gennaio 2017.

Viene consolidato il già presente orientamento secondo il quale, all’interno di una relazione di prestazione d’opera professionale, il conferimento dell’incarico può avvenire in qualsiasi forma idonea a manifestare in modo inequivocabile la volontà del cliente di avvalersi dell’opera del professionista.

Il caso portato all’attenzione dei giudici di legittimità ha permesso ai medesimi di enfatizzare il superiore principio in chiave “informatica”, inserendo di fatto la mail tra gli elementi suscettibili di fondare una pretesa avente ad oggetto il pagamento di una parcella.

Infatti, fino a tale sentenza, sull’ efficacia probatoria della mail si era discusso principalmente nei termini di “riproduzione meccanicaex art. 2712 c.c. Pertanto, il messaggio di posta elettronica ordinaria faceva piena prova dei fatti e delle cose in esso rappresentate soltanto se colui contro il quale fosse stato prodotto non ne avesse contestato il contenuto.

Nel caso di specie, la Cassazione ha ritenuto – invece –  che la corrispondenza elettronica intercorsa tra un ingegnere e una s.a.s. possa costituire valido titolo, per il professionista, al fine di sostenere il proprio diritto al compenso discendente dalle prestazioni intellettuali eseguite in favore della controparte.

E infatti – proseguono i giudici di Piazza Cavour – in tutte le fattispecie in cui tale diritto venga contestato sotto il profilo della mancata instaurazione del rapporto, la prova dell’avvenuto conferimento dell’incarico può essere fornita dall’attore con ogni mezzo istruttorio; anche una semplice mail, per l’appunto.

E’ evidente – precisa la Corte – che l’efficacia probatoria del messaggio di posta elettronica ordinaria rimane comunque oggetto di valutazione da parte del singolo giudice di merito, che ne deve accertare l’effettiva portata indiziante anche in relazione ad altri eventuali elementi probatori.

Studio Cantori

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.